sabato 16 maggio 2026

Toscana e diritti degli animali: Federico Eligi, segretario regionale di Più Europa, rilancia la riforma

La Toscana è stata a lungo una delle regioni più avanzate sul terreno dei diritti civili e del civismo democratico. Oggi, però, anche il sistema normativo dedicato alla tutela degli animali mostra limiti evidenti che richiedono un aggiornamento profondo. È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa politica del compagno Federico Eligi, segretario regionale di Più Europa Toscana e politico impegnato nel rilancio di una visione laica, liberale e progressista dei diritti.

La normativa regionale di riferimento resta la Legge Regionale n. 59 del 2009, dedicata alla tutela degli animali d’affezione e alla prevenzione del randagismo. Una legge importante per il suo tempo, ma che dopo oltre quindici anni necessita di essere adeguata alle nuove sensibilità sociali e alle emergenze contemporanee. Per il Movimento Radicale - Movimento d’Azione, basato sulla nonviolenza, la tutela animale non è una questione marginale né meramente assistenziale: riguarda il livello di civiltà di una comunità, il rapporto tra esseri umani e ambiente, la qualità dello spazio pubblico e il rispetto della dignità di tutti gli esseri viventi.

Stop definitivo ai cani a catena

Tra i punti centrali sostenuti da Eligi vi è il superamento definitivo della pratica dei cani detenuti a catena. Negli ultimi anni la Regione Toscana è intervenuta soltanto attraverso ordinanze temporanee e misure emergenziali, soprattutto durante i periodi di caldo estremo. Questo approccio non basta più: serve un divieto strutturale, stabile e chiaramente inserito nella normativa regionale, senza deroghe ambigue o discrezionalità locali. La battaglia contro i cani a catena rappresenta una questione di civiltà giuridica prima ancora che di sensibilità animalista.

Sanità veterinaria accessibile e contrasto all’abbandono

Un altro tema fondamentale riguarda il costo crescente delle cure veterinarie. Sempre più famiglie, pensionati e persone economicamente fragili incontrano difficoltà nel garantire cure adeguate ai propri animali domestici. Emerge quindi la necessità di:

  • rafforzare l’accesso ai servizi veterinari pubblici;

  • incentivare sterilizzazioni e microchippatura;

  • sostenere economicamente i nuclei a basso reddito;

  • prevenire l’abbandono legato ai costi sanitari.

L’idea è quella di considerare il benessere animale parte integrante di un moderno welfare territoriale.

Canili, rifugi e ruolo delle associazioni

La situazione dei canili e dei rifugi toscani resta fortemente disomogenea. In molti territori il sistema continua a reggersi soprattutto sul volontariato e sull’impegno delle associazioni animaliste. Per questo e insiste sulla necessità di:

  • standard regionali omogenei;

  • maggiore coordinamento tra Comuni;

  • sostegno strutturale al Terzo Settore;

  • promozione delle adozioni responsabili.

Le associazioni non devono essere considerate semplici supplenti delle carenze istituzionali, ma interlocutori permanenti delle politiche pubbliche regionali.

Una battaglia radicale di civiltà

La tradizione radicale italiana ha sempre intrecciato la difesa delle libertà individuali con le grandi battaglie civili, ambientaliste e nonviolente. In questo quadro, anche la tutela degli animali entra pienamente dentro una concezione avanzata dei diritti e della responsabilità pubblica. L’impegno di Federico Eligi si colloca in questa continuità politica e culturale: costruire una Toscana più moderna, più laica, più giusta e più attenta alla dignità della vita in tutte le sue forme.

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