Siamo
alla ventesima puntata dell’intervista
geolibertaria, con domande di Dario
Farinola
e risposte di Massimo
Messina.
Le puntate precedenti le trovate ai seguenti link:
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in vita GeoLib, con un'intervista
Continua
l'intervista: liberalismo, liberismo, socialismo, Henry George ed il
georgismo
Georgismo,
libero mercato, anarchia
Neogeorgismo
"geselliano", imposta fondiaria, geolibertarismo
Geolibertarismo,
nonviolenza e libero mercato
Anarchia
e nonviolenza: due facce della stessa medaglia
Il
Partito Libertario di Fabio Massimo Nicosia... e la nonviolenza
Il
dittatore libertario di Fabio Massimo Nicosia, la nonviolenza, il
libero mercato
Dialogo
tra Farinola e Messina sulla nonviolenza
Per
la liberazione di ogni specie
Nonviolenza:
correlazione tra mezzi e fini
Disobbedienza
- anche fiscale - come strumento nonviolento per realizzare il
geoanarchismo
Libero
mercato: principale strumento nonviolento
Meno
violenza ci sarà più anarchia ci sarà
Minore
violenza possibile
Libertà
totale, che si tratti di aborto, spiagge o qualsiasi altra cosa
Come
difendersi dai soggetti pericolosi?
Autori
georgisti, geolibertari e dintorni
Nel
solco della cultura, della teoria e della prassi della nonviolenza
Da
geolibertario hai giustamente sostenuto che lo sfruttamento delle
risorse naturali debba andare a beneficio di ognuno, nessuno escluso.
Dato che tu stesso hai sostenuto che gli strumenti possono essere
molteplici, tu in particolare quale preferisci?
Il
mercato, innanzi tutto, il libero mercato, nel senso più pieno del
termine, istituzione di libertà, istituzione in cui le libere
volontà individuali si incontrano. Poi, ci vorrebbe la diffusione
della
cultura geoista. L’idea che ho adesso di applicazione del geoismo,
inteso come principio secondo il quale lo sfruttamento delle risorse
naturali vada a beneficio di tutti è la moneta geselliana che abbia
un tasso di decrescita più alto quando la moneta è in possesso a
chi si appropria delle risorse naturali, con tassi di decrescita
stabiliti dal mercato, in un sistema di libero conio.
Affrontando
il tema dell'immigrazione islamica, hai sostenuto che in quanto
anarchici di ispirazione liberale dovremmo seriamente porci il
problema dell'erosione dello Stato di diritto. Con quali modalità?
Hai delle proposte concrete a riguardo?
Innanzi
tutto rispettando noi la legge e cercando di applicarla e pure di
cambiarla, attraverso le modalità che la legge stessa prevede, ma
anche attraverso l’uso degli strumenti della nonviolenza, come la
disobbedienza civile ed il ricorso in tribunale, autodenunciandosi,
come da teoria e da prassi del movimento nonviolento, fin dalle sue
origini. Se non rispettiamo e cerchiamo di applicare noi stessi la
legge, come possiamo
immaginare
che lo Stato di diritto possa mai reggere agli attacchi degli
islamisti? Che sia chiaro
che tali cose le esprimo da islamico, perché anche tale mi sento.
Che
rapporto vedi tra il geolibertarismo e l'anarchismo storico di
sinistra? Quali sono a tuo avviso i principali punti di contatto e le
principali differenze? A proposito di anarchismo storico di sinistra
ci fai un riquadro sintetico della figura di Bakunin?
L’anarchismo
geolibertario è, come giustamente dice Nicosia, un’anarchismo di
centro, tra quello di sinistra e quello di destra, pur se siamo noi
geoanarchici che li chiamiamo così, proprio per mostrare che sono
concetti distinti dall’idea anarchica di centro, geolibertaria.
L’anarchismo storico era socialisteggiante, ma non era di certo
omogeneo, conteneva cose differenziate, al suo interno, e c’era
chi, ad esempio, come Benjamin Tucker, era per il libero mercato per
giungere alla giustizia sociale. Lo stesso amore per il libero
mercato è
presente
nel georgismo e quindi nel geolibertarismo. Affermerei, quindi, che
all’interno dell’anarchismo classico c’erano dei filoni che
erano in sintonia con le idee del geolibertarismo, senza che già
quest’ultimo esistesse.
Per
quanto riguarda Bakunin, ecco che risulta consulando la Treccani, la
parte iniziale della corrispondente voce:
“Bakunin,
Michail Aleksandrovič. - Anarchico russo (Torjok, Tver´, 1814 -
Berna
1876). Elaborò la sua teoria della rivoluzione basata
sull'individuazione dello Stato come principale strumento
dell'oppressione di classe e, quindi, come principale ostacolo
all'emancipazione delle classi subalterne, sul protagonismo
rivoluzionario delle masse contadine, considerate meno integrabili
del proletariato urbano nell'ambito della società borghese,
sull'ideale di una società collettivista, risultante dalla libera
federazione dei gruppi di produttori, dove sarebbe divenuta superflua
qualsiasi forma di autorità. La sua opera principale, Dieu
et l'état,
fu pubblicata, postuma, nel 1882.”
Io
personalmente nutro il grande sogno di una federazione di libertari e
anarchici che, oltre a noi geolibertari, comprenda anche gli
anarchici di sinistra e gli anarcocapitalisti. So che quest'ultima
dottrina non ti è particolarmente simpatica, ma a tuo avviso quali
possono essere i principali campi di battaglia su cui tutte le
dottrine libertarie possono convergere, avendo come comune avversario
lo Stato e i suoi difensori?
Noi
geolibertari dovremmo cercare i punti in comune con ognuno,
anarchico o meno, e fare tratti di strada insieme, per avanzare nella
difesa e nell’espansione delle libertà individuali. Di
certo tutti i libertari dovrebbero essere antiproibizionisti, sulle
sostanze stupefacenti, ma anche su tutto il resto. Tutti gli
anarchici dovrebbero volere almeno la contrazione, se non è
possibile l’abbattimento, dello Stato. Una
federazione anarchica che contenga in sé anarchici “di sinistra”
insieme ai cosìdetti anarcocapitalisti così come i geolibertari è
praticamente impossibile, almeno allo stato attuale.
Un'altra
importante questione su cui dovremmo cominciare seriamente a
riflettere è quello di saper educare i bambini alla libertà e al
rispetto della libertà altrui. Hai delle informazioni più precise
su quella che viene definita "pedagogia libertaria"?
Per
ciò che riguarda la pedagogia, o meglio l’educazione libertaria,
invito a leggere la pagina visibile cliccando al seguente link:
http://www.educazionelibertaria.org/faq/
Nella
pagina in
questione si risponde a domande frequenti e la prima è proprio cosa
sia l’educazione libertaria. Copio qui sotto la risposta del sito a
tale domanda:
“Le scuole libertarie non si basano su un
modello di insegnamento codificato, ma tutto viene concordato tra
docenti e allievi.
Non
c’è un sapere predefinito ma di volta in volta si decide come
affrontare una materia di studio, e non c’è obbligo di frequenza.
Le
attività vengono svolte dunque come proposte e non come obbligo e
nel contempo i bambini e i ragazzi prendono parte all’organizzazione
della scuola discutendo e votandone le regole.
Centrale
è in questo tipo di educazione il ruolo della relazione,
dell’autonomia e dell’esperienza. L’utilizzo dei voti non è
ritenuto necessario.”