mercoledì 17 giugno 2026

Sollicciano: il Tribunale certifica il fallimento dello Stato e la Galassia Radicale è compatta contro l'illegalità delle carceri

Il Movimento Radicale - Movimento d'Azione sposa la denuncia dei compagni Turco e Testa. Da Giachetti a Magi e Della Vedova, l'intera area pannelliana si mostra unita per la legalità, lo Stato di Diritto e la dignità umana.

Il clamoroso provvedimento del Tribunale di Firenze, che ha disposto il sequestro preventivo di ben sette sezioni del carcere di Sollicciano per gravi violazioni delle norme sulla salute e sulla sicurezza (tra muffe, cimici e infiltrazioni croniche), rappresenta un fatto senza precedenti nella storia giudiziaria italiana. Rappresenta soprattutto la certificazione incontrovertibile di un fallimento: il fallimento dello Stato. Come Movimento Radicale - Movimento d'Azione, al servizio della Galassia Radicale, rilanciamo il grido d'allarme e la denuncia politica espressa dai compagni Maurizio Turco e Irene Testa, rispettivamente Segretario e Tesoriere del Partito Radicale.

Turco e Testa: "La legge deve valere anche dentro le carceri"

Nelle loro dichiarazioni, i compagni Turco e Testa hanno ricordato come il Partito Radicale chieda da anni il sequestro delle strutture che calpestano le norme igienico-sanitarie e i principi costituzionali:

"Non si tratta di un'emergenza improvvisa, ma della conseguenza prevedibile di un degrado strutturale, di un sovraffollamento cronico e dell'assenza di interventi adeguati da parte delle istituzioni."

"Quando uno Stato mantiene persone detenute in condizioni incompatibili con la dignità umana e con le stesse norme che impone ai cittadini, viene meno alla propria legalità." 

"Non sono i detenuti a essere fuori dalla legge, ma troppo spesso lo sono le carceri in cui lo Stato li rinchiude." 

L'auspicio dei vertici del Partito Radicale è che Sollicciano non resti un caso isolato, ma sia l'inizio di una verifica a tappeto in tutti gli istituti penitenziari italiani, ormai stabilmente oltre il collasso.

Roberto Giachetti: il corpo come strumento di lotta nonviolenta

In questa vitale battaglia per la legalità costituzionale, la figura del compagno Roberto Giachetti (storico esponente dell'area radicale e deputato di Italia Viva) incarna perfettamente la tradizione pannelliana della lotta nonviolenta e del dialogo transpartitico. Giachetti è da sempre un punto di riferimento assoluto per le tematiche penitenziarie. Di fronte alla drammatica strage silenziosa dei suicidi dietro le sbarre e a un sovraffollamento insostenibile, ha più volte messo in gioco il proprio corpo. Rimane memorabile il suo lungo sciopero della fame condotto insieme a Rita Bernardini (presidente di Nessuno Tocchi Caino) per imporre all'agenda parlamentare la proposta di legge sulla liberazione anticipata speciale. Uno strumento d'emergenza volto a concedere uno sconto di pena temporaneo per alleggerire immediatamente la pressione nei penitenziari e ridare un briciolo di dignità ai detenuti, costretti in spazi inferiori ai criteri minimi stabiliti dalla legge.

L'impegno di Più Europa: Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova

La mobilitazione della Galassia Radicale si esprime anche attraverso l'incessante iniziativa parlamentare dei deputati di Più Europa, capaci di tradurre i principi del diritto in proposte strutturali e concrete:

  • Riccardo Magi (Segretario e deputato di Più Europa) ha recentemente depositato alla Camera una proposta di legge rivoluzionaria: l'istituzione del "numero chiuso" nelle carceri. Il principio promosso da Magi stabilisce l'assoluto divieto di reclusione per l'esecuzione di una sentenza qualora l'istituto non disponga di un posto letto regolarmente disponibile e conforme agli standard minimi. In assenza di spazio, lo Stato deve obbligatoriamente far scattare le pene alternative (come la detenzione domiciliare), escludendo ovviamente i reati di sangue o gravi reati contro la persona. Per Magi, stipare i detenuti ignorando lo spazio vitale equivale a "normalizzare la tortura" e ad abdicare alla giurisdizione costituzionale.

  • Benedetto Della Vedova (deputato di Più Europa) affianca da anni queste battaglie portando avanti la storica tradizione radicale del "Ferragosto in carcere", le visite ispettive estive volte a squarciare il velo di ipocrisia che circonda la realtà carceraria. Della Vedova denuncia apertamente il "populismo penale" della maggioranza di governo, che continua a creare nuovi reati e a inasprire le pene senza preoccuparsi delle conseguenze strutturali. Al contempo, si è speso per la ricerca di un sostegno bipartisan a misure deflattive urgenti, supportando convintamente sia la proposta di liberazione anticipata di Giachetti sia proposte trasversali di indulto parziale per il reinserimento sociale e lavorativo, ricordando che un modello che incentiva la recidiva e la disumanità non conviene a nessuno.

Uniti per lo Stato di Diritto

Il sequestro di Sollicciano dimostra che le denunce dei Radicali non sono utopie, ma rigorose pretese di legalità. Dalla preziosa attività di Nessuno Tocchi Caino e Radicali Italiani, fino alle azioni di Marco Cappato, Europa Radicale e Più Europa, l'intera costellazione pannelliana dimostra che la tutela dei diritti dei più fragili è il termometro della nostra democrazia. Lo Stato non può pretendere il rispetto della legge se è il primo a violarla. Giustizia, amnistia e indulto non sono concessioni, ma il presupposto per ritornare nella legalità costituzionale.

Intervento sul populismo penale e la situazione carceraria di Benedetto Della Vedova alla Camera

In questo video è possibile approfondire la denuncia contro le risposte puramente propagandistiche della politica e l'effettivo abbandono delle carceri da parte delle istituzioni.

martedì 16 giugno 2026

Oltre lo Stato penale: i compagni di Radicali Italiani presentano "La Repubblica della Paura" alla Camera

Domani, mercoledì 17 giugno alle ore 16, una delegazione di compagni radicali lancerà la nuova campagna nazionale contro la retorica securitaria e il libro-dossier che smantella lo stato d'emergenza permanente. In Italia, il tema della sicurezza viene sistematicamente utilizzato come una clava politica e comunicativa, alimentando una narrazione emergenziale del tutto slegata dai dati reali.

Di fronte a una politica che cerca il consenso facile moltiplicando reati, pene e "nemici", la Galassia Radicale risponde con la forza dei dati, dei diritti e delle proposte concrete. Domani, mercoledì 17 giugno alle ore 16, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (in via della Missione 4), si terrà la conferenza stampa di presentazione della campagna nazionale “La Repubblica della Paura” e del libro-dossier omonimo ("La Repubblica della paura. Come l'emergenza diventa sistema - analisi e proposte Radicali"), edito da Reality Book.

Al tavolo dei relatori e tra i curatori del progetto figurano storici militanti, professionisti dell'avvocatura e nuove generazioni del mondo radicale, uniti nella difesa dello Stato di diritto e della Costituzione:

  • Filippo Blengino (Segretario di Radicali Italiani), da mesi in prima linea con coraggiose azioni di disobbedienza civile sul fronte dell'antiproibizionismo per scardinare i provvedimenti liberticidi dell'attuale governo;

  • Roberto Giachetti (Deputato), compagno che porta la voce e l'intransigenza radicale all'interno delle istituzioni parlamentari;

  • Bianca Piscolla (Direzione di Radicali Italiani), co-curatrice del volume e instancabile animatrice del dibattito sui diritti civili;

  • Avv. Marianna Caiazza (Avvocata penalista), che ha curato i contributi tecnici e legali capaci di smascherare l'inconsistenza giuridica delle norme-manifesto dei decreti sicurezza;

  • Paolo Vigevano (già Tesoriere del Partito Radicale e fondatore di Radio Radicale), memoria storica del movimento e baluardo della libertà di informazione e della trasparenza istituzionale;

  • Avv. Maria Brucale (Osservatorio Carceri dell'Unione Camere Penali Italiane), da sempre al fianco dei radicali nella denuncia dei trattamenti disumani che si consumano quotidianamente nelle nostre carceri sovraffollate.

Dalla denuncia all'azione: 8 proposte per le città

Il libro e la campagna non si limitano a criticare il modello securitario che promette protezione ma produce solo fragilità, l'obiettivo è ribaltare completamente lo sguardo. È stato infatti elaborato un pacchetto di otto proposte concrete che i singoli Comuni possono adottare nell'immediato per costruire una sicurezza reale, che passi dalla tutela della dignità umana e dal Welfare di prossimità:

  1. Movida - Gestione degli spazi urbani senza approcci puramente punitivi.

  2. Droghe - Regolamentazione, riduzione del danno e contrasto al monopolio delle narcomafie.

  3. Illuminazione pubblica - Interventi strutturali come vero presidio di sicurezza e vivibilità.

  4. Immigrazione - Superamento dei CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) e politiche di inclusione reale.

  5. “Baby gang” - Prevenzione del disagio giovanile e investimenti educativi.

  6. Polizia di prossimità - Un nuovo modello di contatto e fiducia tra cittadini e forze dell'ordine.

  7. Sex Work - Decriminalizzazione e tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratricesessuali.

  8. Servizi sociali - Rafforzamento del Welfare per combattere l'emarginazione alla radice.

La conferenza di domani darà anche il via a un tour nazionale di mobilitazioni e nuove disobbedienze civili, pensate per smascherare la demagogia penale e rimettere al centro il cittadino contro l'arbitrio dello Stato-padrone. Una società davvero sicura non nasce dalla paura e dalla repressione, ma dalla libertà, dalla responsabilità e dal rispetto dei diritti di ciascuno.

Oltre l'arroganza morale: perché patenti e cartelli non bastano a battere il fascismo

L’ultima trovata della fiera dell’editoria “Più libri più liberi” è la richiesta di un’autodichiarazione di antifascismo per poter partecipare: un bando, una firma sul registro dei "buoni" che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe preservare la purezza dell'evento. Chiaramente, senza girarci intorno: questa non è censura, è qualcosa di più triste, è il tentativo, decisamente patetico, di sconfiggere le idee combattendo i semplici simboli.

Come ha giustamente sottolineato il compagno Hallissey, non basta appendere all’ingresso un cartello con un fascio littorio barrato e la scritta «io non posso entrare» per tenere quella roba nera fuori dalle nostre vite e dalla nostra società. La realtà è molto più complessa, e la vernice sui cartelli non fa da scudo politico.

L'illusione delle barricate e la realtà dei fatti

Questo feticismo dei simboli e delle "linee rosse" sulla carta ricorda molto da vicino quanto accaduto alla Camera dei Deputati, quando le opposizioni si sono barricate nella sala stampa per impedire l’ingresso ai fascisti di Casa Pound. In quell'occasione si gridò allo scandalo, litigando con l’organizzatore di quell'evento sulla "remigrazione", Domenico Furgiuele. Guardiamo in faccia la realtà:

  • Furgiuele in Parlamento ci siede già,

  • oggi è al fianco di personaggi come Vannacci,

  • proprio l'altro giorno ha animato una convention al grido di «camerati».

Mentre la sinistra progressista si impegna in una sdegnata e coreografica levata di scudi in difesa delle istituzioni, i fatti ci dicono che, forse, in quelle stesse istituzioni c’è già più di qualche "infiltrazione" strutturale. Bloccare la porta della sala stampa mentre l'onda nera è già seduta sugli scranni legislativi è l'emblema del fallimento di una certa area politica.

Il riflesso pavloviano che alimenta la nostalgia

La verità dietro scelte come quella di "Più libri più liberi" è la volontà di prevenire le polemiche che puntualmente, ogni anno, accompagnano il mondo della cultura. La dinamica è un copione già scritto: compare qualche nostalgico, scatta il riflesso pavloviano della sinistra che, a colpi di Bella Ciao, trasforma quel nostalgico nel protagonista assoluto della manifestazione. Il risultato? Settimane di indignazione, dichiarazioni fotocopia, talk show riempiti sul nulla e prese di distanza rituali. Risultato pratico? Nessuno, anzi, si finisce per fare da cassa di risonanza proprio a chi si vorrebbe oscurare.

La forza delle idee contro il moralismo di facciata

Noi del Movimento Radicale - Movimento d'Azione non ci stiamo. Sappiamo che la liberaldemocrazia non si difende con la burocrazia dei sentimenti o con i test di purezza ideologica all'ingresso delle fiere.

Per battere questa roba serve la forza di idee immortali come la libertà e la nonviolenza, ma serve anche il coraggio e soprattutto l’impegno quotidiano di lavorare per costruire un’alternativa reale e tangibile.

Quel coraggio, purtroppo, fa fatica ad albergare in chi è abituato a sguazzare nella propria arroganza morale, convinto che basti definirsi "migliori" per avere ragione. Il fascismo e le derive reazionarie si sconfiggono smontando la loro retorica con proposte migliori, con la militanza, con la cultura vissuta e non esibita come un badge all'ingresso.