lunedì 18 maggio 2026

Nel nome di Enzo Tortora: la memoria viva della lotta per la Giustizia Giusta

 

Il 18 maggio non è una data come le altre per chiunque abbia a cuore la democrazia, lo Stato di diritto e la dignità umana. Oggi, a trentotto anni dalla sua scomparsa, il Movimento Radicale - Movimento d'Azione ricorda il compagno Enzo Tortora.

Non lo ricordiamo solo come il volto garbato della televisione italiana, ma come l'uomo che ha incarnato - suo malgrado, e pagando con la vita - il più clamoroso e devastante esempio di malagiustizia della storia repubblicana. Una ferita che, a distanza di decenni, sanguina ancora nel corpo di un Paese che non ha ancora saputo fare pienamente pace con il concetto di civiltà giuridica.

Il tritacarne e il coraggio radicale

Quello che colpì Enzo Tortora il 17 giugno 1983 non fu un semplice errore giudiziario: fu un vero e proprio tritacarne mediatico e giudiziario. Costruito sulle delazioni calunniose di finti pentiti della camorra, l'arresto spettacolarizzato di Tortora servì a mostrare i muscoli di una certa magistratura d'assalto, più incline alla gogna che alla ricerca della verità.

Mentre l'opinione pubblica inferocita e gran parte della stampa celebravano il mostro in prima pagina, ci fu chi non si piegò al conformismo del sospetto. Marco Pannella e i Radicali videro subito l'enormità di quell'ingiustizia e scelsero di stare lì dove un radicale deve stare: al fianco della vittima, contro l'arbitrio del potere.

Eletto al Parlamento Europeo nelle liste del Partito Radicale, Enzo Tortora diede una lezione di dignità morale senza precedenti. Avrebbe potuto usare l'immunità parlamentare per proteggersi; scelse invece di rinunciarvi, di dimettersi e di consegnarsi nuovamente ai giudici per farsi processare come un cittadino comune.

"Io sono innocente. Spero, dal profondo del cuore, che lo siate anche voi." 

- Enzo Tortora - Ai giudici della Corte d'Appello di Napoli -

La sua assoluzione totale arrivò, ma il prezzo pagato era già stato troppo alto. Quella persecuzione gli aveva scavato dentro, minando la sua salute fino a portarlo alla morte il 18 maggio 1988.

Un'eredità tradita: la battaglia continua

Oggi la figura di Enzo Tortora non può e non deve essere ridotta a un santino laico da celebrare una volta l'anno. Il suo nome è una linea programmatica, un imperativo politico che la Galassia Radicale porta avanti ogni giorno nelle piazze e nelle istituzioni.

Il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati del 1987, fortemente voluto dai Radicali e stravinto dall'80% degli italiani, venne clamorosamente tradito dalla politica con la legge Vassalli. Ancora oggi, nel 2026, assistiamo alle medesime storture che distrussero la vita di Enzo:

  • L'abuso della custodia cautelare: che troppo spesso si trasforma in una condanna anticipata senza processo.

  • La gogna mediatica: che distrugge la reputazione di un cittadino prima ancora che un giudice possa esprimersi.

  • La mancanza della separazione delle carriere: per garantire un giudice davvero terzo ed equo.

L'impegno radicale

Ricordare il compagno Enzo Tortora significa continuare la sua battaglia. Significa lottare per una Giustizia Giusta, per un sistema in cui chi sbaglia sulla pelle dei cittadini risponda delle proprie azioni, e in cui il processo penale sia un luogo di accertamento della verità, non un'arena di distruzione di massa. Enzo ci ha insegnato che la libertà non è un dato acquisito, ma una conquista quotidiana che richiede coraggio, ostinazione e il rifiuto di ogni compromesso al ribasso sui diritti civili. Oggi, come allora, i Radicali tengono alta quella bandiera. Per Enzo, per le migliaia di vittime anonime della malagiustizia, per lo Stato di diritto.

domenica 17 maggio 2026

Nel decennale di Pannella la proposta di Più Europa e la denuncia di Alemanno sulle carceri


A ridosso del 19 maggio 2026, giorno in cui ricorre il decimo anniversario della scomparsa di Marco Pannella, i compagni Emma Bonino e Riccardo Magi di Più Europa - realtà politica che il Movimento Radicale riconosce come parte integrante della Galassia Radicale, alla quale ci sentiamo profondamente e idealmente legati - propongono un atto di legalità nel solco della vita politica di Marco Pannella. La dignità umana ammette eccezioni ed è proprio per questo che accogliamo e facciamo nostra la clamorosa denuncia tecnica firmata dall'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e da Fabio Falbo, attualmente detenuti presso il carcere di Rebibbia. Quando lo Stato viola le sue stesse leggi, la i radicali hanno il dovere morale di difendere il diritto di chiunque, compresi gli avversari storici, di fronte a un sistema penitenziario al collasso che viaggia ormai verso il 140% di sovraffollamento.

La proposta Magi-Bonino: un atto di legalità nel solco di Marco Pannella

Per onorare il decennale della morte di Marco Pannella, Riccardo Magi ed Emma Bonino hanno lanciato una proposta chiara, coraggiosa e non più rinviabile: un provvedimento straordinario di clemenza e una riforma strutturale della liberazione anticipata. Questa iniziativa rappresenta l'unico strumento costituzionale per ricondurre l’Italia all'interno del perimetro del diritto europeo, abbattendo immediatamente la pressione intollerabile nei penitenziari. Si tratta di una proposta che si inserisce perfettamente nel solco delle storiche marce per l'Amnistia e l'Indulto guidate da Pannella. Se la politica governativa continua a ignorare il problema, sono i dati reali a dimostrare la necessità di questa svolta radicale.

Il "trucco" dell'algoritmo DAP: lo spazio fantasma che nega i diritti

A confermare la scientifica e sistematica violazione dei diritti dei detenuti è la lettera-denuncia inviata da Alemanno e Falbo ai vertici della Giustizia italiana ed europea (dal Ministro Nordio alla CEDU). Il cuore del problema è l'ASD (Applicativo Spazi/Detenuti), il software utilizzato dal DAP per calcolare lo spazio calpestabile individuale per l’applicazione dell'art. 35-ter dell'Ordinamento Penitenziario (la norma che prevede uno sconto di pena del 10% o un indennizzo economico per chi è detenuto in condizioni disumane).

Secondo i dati tecnici raccolti, l'algoritmo ministeriale manipola artificialmente la realtà:
  • Metrature "ballerine" - Per la stessa identica cella da 8 mq, relazioni diverse indicano spazi calpestabili pro capite che variano inspiegabilmente da 5,17 mq a 7,13 mq.
  • Arredi fissi e letti imbullonati - In spregio alla sentenza di Cassazione n. 24997 del 2024, i letti singoli e gli arredi fissi non vengono sottratti dal calcolo dello spazio calpestabile.
  • Il bagno incluso - La superficie dei servizi igienici viene conteggiata come spazio utile calpestabile, calpestando il diritto alla privacy.
  • L'ispezione sul campo - Questa clamorosa discrepanza informatica era già stata accertata il 30 settembre 2025 durante la visita ispettiva a Regina Coeli del compagno On. Roberto Giachetti insieme alla compagna Rita Bernardini (Presidente di Nessuno tocchi Caino). In quell'occasione emerse chiaramente che il sistema certificava come "regolari" celle che nella realtà violavano gli standard minimi dell'art. 35-ter O.P.
La beffa: basandosi su queste note informative fallaci, i magistrati di sorveglianza rigettano i reclami dei detenuti anche solo per una questione di pochissimi centesimi di metro quadro "fantasma".

Un danno erariale immenso per i contribuenti

La denuncia di Rebibbia mette in luce un aspetto da sempre caro alla sensibilità radicale: il costo economico dell'illegalità di Stato.
  • Mantenere una persona in detenzione costa circa 150,00 € al giorno.
  • Il risarcimento alternativo previsto per chi subisce la violazione dei diritti umani è di 8,00 € al giorno.
Se lo Stato applicasse correttamente la legge (e se venisse accolta la proposta di Più Europa sul ricalcolo delle pene), si registrerebbe la scarcerazione o la riduzione di pena per almeno 10.000 persone. Questo comporterebbe un risparmio immediato di 158,00 € al giorno per ogni singola posizione regolarizzata, riducendo drasticamente le spese legali e i futuri risarcimenti davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

A dieci anni dalla scomparsa di Pannella, il modo migliore per ricordarlo non sono le celebrazioni formali, ma il ripristino della legalità costituzionale. Il diritto deve varcare la soglia delle carceri, per i detenuti eccellenti così come per gli ultimi della Terra.

sabato 16 maggio 2026

La nonviolenza cominci tra noi

Testo dell'email che oggi, 16 aprile 2026, il Movimento Radicale - Movimento d'Azione ha spedito a:
  • Partito Radicale,
  • Radicali Italiani,
  • Nessuno tocchi Caino,
  • Europa Radicale

Appello per il decennale

Compagne e compagni,
 
il 19 maggio 2026 segna i dieci anni da quando Marco Pannella non è più fisicamente tra noi: 10 anni di compresenza, come l'avrebbe potuta chiamare Marco, che amava usare quest'espressione di Aldo Capitini. In questi giorni le nostre agende si riempiono di iniziative preziose, ma la frammentazione degli sforzi rischia di nascondere una grande verità: siamo tutti figli della stessa urgenza civile, dello stesso metodo e dello stesso amore per il diritto.
 
Ci rivolgiamo quindi direttamente alle dirigenze nazionali e transnazionali che in queste ore stanno organizzando la memoria di Marco a Roma: a ognuna di voi dobbiamo gratitudine, perché da ognuna di voi l'area radicale trae linfa. È il momento di riconoscerlo pubblicamente, per unire ciò che la storia ha separato.
 
La nostra gratitudine va:

- Al Partito Radicale

Vi siamo grati per aver custodito la casa madre di Via di Torre Argentina 76 - il tempio laico delle nostre riforme - e per aver reso transnazionale la lotta radicale per il diritto alla conoscenza e contro ogni dogmatismo, così come per la tenacia con cui continuate a presidiare lo Stato di Diritto, la legalità interna e internazionale e la memoria storica della Fondazione Marco Pannella, senza cedere alle mode del momento.

- A Radicali Italiani

Vi siamo grati per aver tenuto alta la bandiera del radicalismo di strada, referendario, laico, libertario e per gli Stati Uniti d'Europa, traducendo le intuizioni di Marco in battaglie concrete su immigrazione, antiproibizionismo e diritti civili, per la capacità di mobilitare nuove e giovanissime energie nelle piazze, dimostrando che il metodo radicale del dialogo, della parola e del corpo che si fa politica è più vivo che mai.

- A Nessuno tocchi Caino

Vi siamo grati per le storiche tappe verso la moratoria universale della pena di morte, per aver portato la luce del diritto nei luoghi più bui del pianeta, per il vostro incessante viaggio nelle carceri italiane, per aver dato carne e speranza al motto tanto amato da Marco “Spes contra spem” e per la straordinaria capacità di praticare il dialogo nonviolento con chiunque, ricordandoci che lo Stato non deve mai farsi assassino.

- A Europa Radicale

Vi siamo grati per aver ereditato e mantenuto viva la visione di un federalismo europeo radicato nei diritti fondamentali, che è sempre stata l'orizzonte ultimo dello sguardo di Marco, per la vivacità delle iniziative promosse fin dalla vostra nascita, tra cui l'evento del 20 maggio 2026 incentrato sul rilancio della nonviolenza in Europa, iniziativa che dimostra come il metodo pannelliano non sia un cimelio storico, ma uno strumento geopolitico attuale per superare le crisi del nostro continente.

L'Invito: una stretta di mano pubblica e visibile

Già diverse associazioni radicali locali si sentono legate a tutte e quattro le realtà qui citate, oltre ad ogni altra di quella che continuiamo a chiamare Galassia Radicale. Il Movimento Radicale - Movimento d'Azione nasce come realtà associativa a carattere nazionale proprio per dare voce e struttura a questa unità, che molti compagni già vivono quotidianamente nella loro militanza.
 
Pannella ci ha insegnato che la nonviolenza non è un concetto astratto o da applicare solo ai grandi della Terra, ma una pratica quotidiana che deve guidare, prima di tutto, i rapporti tra noi. L'amore - anche e soprattutto quello politico - si vive superando le distanze e le divisioni organizzative.
 
Per questo, vi invitiamo a un incontro pubblico, aperto e visibile ai media e alla cittadinanza: un appuntamento in cui i dirigenti di queste quattro gloriose storie associative possano guardarsi negli occhi, stringersi la mano e riconoscersi - semplicemente e fieramente - compagni radicali. Questa stretta di mano esprimerà la forza dell'amore e della nonviolenza che Marco ci ha testimoniato con la sua intera esistenza: un valore da praticare innanzitutto tra noi radicali pannelliani e, di conseguenza, verso il mondo esterno.

Quando e dove?

Vi esortiamo a cogliere l'attimo di questa memoria condivisa. L'incontro può e deve avvenire:
  • Il 19 o il 20 maggio, incrociando i grandi eventi romani già in programma (dalle celebrazioni a Torre Argentina alla maratona oratoria di Piazza Capranica, dalle porte aperte di Nessuno tocchi Caino fino al dibattito transnazionale sulla scommessa europea della nonviolenza).
  • In alternativa, entro la fine di maggio 2026: per avere il tempo organizzativo di strutturare l'evento in cui si possa esprimere tale fratellanza.
I veti incrociati appartengono al regime partitocratico. Il coraggio della sintesi nonviolenta appartiene alla storia radicale. Accogliete questo invito per Marco, facciamolo per noi, facciamolo per l'Europa del diritto che abbiamo il dovere di realizzare. Un millimetro al giorno, nella giusta direzione.
 
 
Emiliano Sellari
Valentina Piattelli
Massimo Messina
Rispettivamente segretario, presidente e tesoriere del Movimento Radicale - Movimento d'Azione