sabato 23 maggio 2026

Ricordiamo il compagno Fabio Massimo Nicosia

Certe fiamme non si spengono con il passare del tempo; continuano a bruciare nei cuori di chi resta, alimentando il fuoco della rivolta e del pensiero critico. Oggi, nell’anniversario della sua scomparsa, il Movimento Radicale - Movimento d'Azione stringe i pugni e alza le bandiere per ricordare il compagno anarchico Fabio Massimo Nicosia.

Fabio non è stato solo un militante, ma una mente lucida, un saggista raffinato e un intellettuale eretico capace di scardinare i dogmi del pensiero unico. La sua è stata un'esistenza spesa interamente all'insegna della coerenza e dell'intransigenza contro ogni forma di autorità, Stato e capitale.

La contaminazione libertaria: il rapporto con i radicali

Un capitolo fondamentale e imprescindibile della biografia politica di Fabio è stato il suo rapporto intenso, dialettico e a tratti tormentato con il mondo radicale e socialista libertario. Fabio non concepiva l’anarchismo come un dogma isolato in una torre d'avorio, ma come una forza viva capace di infiltrarsi, dialogare e contaminare altri percorsi di liberazione.

Per lungo tempo ha attraversato le istituzioni e i congressi dei Radicali Italiani, venendo eletto anche all'interno del loro Comitato Nazionale. In quell'alveo ha combattuto battaglie storiche di stampo antiproibizionista, per i diritti civili e contro l'elefantiasi burocratica dello Stato, ricordando costantemente che le riforme dovevano tendere alla progressiva abolizione delle catene statali. Fu proprio per dare una casa teorica a questo ponte ideale che Fabio diede vita al progetto e al sito Radicali Anarchici, l'ambizioso tentativo di unire l'ala più individualista e antistatale del mondo radicale con la tradizione dell'anarchismo.

Questa sua instancabile attitudine al confronto lo ha portato a dialogare anche con le componenti più libertarie del socialismo. Resta memorabile, in questo senso, la sua partecipazione a una densa videoconferenza organizzata dall'Associazione Radicale Socialista "Loris Fortuna". In quell'occasione, Fabio seppe dialogare con lo storico ceppo del socialismo liberale e radicale, portando al tavolo la sua visione intransigente, decostruendo il feticcio dello Stato sociale burocratico e offrendo una prospettiva in cui l'equità sociale non viene calata dall'alto dei ministeri, ma sorge spontaneamente dalla libertà degli individui e dall'autogestione economica.

Il Partito Libertario e la provocazione del "Dittatore Libertario"

Consapevole della necessità di incidere concretamente nel tessuto politico, Fabio è stato in seguito tra i fondatori e l'anima teorica del Partito Libertario. Proprio all'interno di questa elaborazione si inserisce una delle sue intuizioni più brillanti e discusse, racchiusa nel libro Vademecum del dittatore libertario. Problemi della transizione e programma del Partito Libertario (2020).

Con questo testo, Fabio affronta il nodo che molti teorici della libertà evitano: come si smantella uno Stato ipertrofico senza farsi schiacciare dalle sue stesse inerzie burocratiche? La figura del "dittatore libertario" è un paradosso logico e politico: l'uso temporaneo di un potere concentrato al solo e unico scopo di smantellare le leggi oppressive, deregolamentare e restituire la sovranità ai singoli individui, fino all'autodissoluzione dell'autorità stessa. Una transizione d'assalto per svuotare il Leviatano dall'interno.

Il geolibertarismo: la terra come bene comune

Un altro pilastro insostituibile del suo pensiero è stata l'adesione e la rielaborazione del geolibertarismo. Influenzato dalle tesi storiche di Henry George, Fabio ha saputo coniugare la difesa della proprietà privata dei frutti del proprio lavoro con un principio di profonda giustizia sociale ed ecologica: la Terra e le risorse naturali appartengono all'humanità intera.

Contro il capitalismo clientelare e i monopoli fondiari, il geolibertarismo di Fabio proponeva che chiunque occupi una porzione di suolo o di risorse scarse debba indennizzare la collettività attraverso una tassa sul valore fondiario (senza colpire il lavoro o le migliorie). Questo modello scardina alla radice la rendita parassitaria, garantendo a ogni individuo un dividendo sociale come diritto di nascita su questo pianeta.

Un faro teorico: i suoi libri

Il suo contributo culturale resta impresso nelle pagine di saggi taglienti, lucidi e profondamente anticonformisti, strumenti di studio e di lotta per le nuove generazioni di militanti:

  • Il sovrano occulto (2000): Un'analisi spietata dei meccanismi di potere e di controllo che si celano dietro le strutture democratiche formali.

  • Beati Possidentes (2004): Un'opera fondamentale in cui esprime la propria originale concezione del diritto e della politica libertaria.

  • L'eguaglianza libertaria: contraddizione, conciliation, massimizzazione: Il testo in cui Fabio esplora l'intersezione tra la libertà del singolo e la giustizia sociale, integrando proprio le istanze del geolibertarismo.

  • Popolo contrappeso e resistenza individuale: Una lucida riflessione sui percorsi di resistenza e sul rifiuto del "meno peggio" di fronte alle derive autoritarie della modernità.

In un’epoca storica segnata dal ritorno di un autoritarismo strisciante, dalla repressione del dissenso e dal controllo bio-politico, la voce, la prassi militante e l'eredità intellettuale di Fabio Massimo Nicosia sono più attuali che mai. Ci ricordano che l'unica postura degna di fronte all'ingiustizia è la ribellione guidata dal pensiero critico.

Il modo migliore per onorarlo è non arretrare di un millimetro. Continuare a occupare gli spazi, a diffondere il pensiero libertario, radicale e geolibertario, a decostruire le menzogne del potere e a lottare per l'emancipazione reale.

40 anni senza Altiero Spinelli: l'impegno per gli Stati Uniti d'Europa

Oggi, 23 maggio, ricorre l'anniversario della scomparsa di Altiero Spinelli. A quarant'anni dalla sua morte, la figura dell'autore del Manifesto di Ventotene non è solo un nobile feticcio da celebrare nelle cerimonie istituzionali, ma rappresenta la bussola geopolitica e ideale di chi, come noi del Movimento Radicale - Movimento d'Azione, continua a battersi per il superamento degli egoismi nazionali. Per la galassia radicale, il federalismo europeo non è una scelta di politica estera tra le tante: è un tratto identitario, un imperativo democratico e una colonna portante di decenni di lotte transnazionali.

Una storia parlamentare: il "Gruppo Federalista Europeo"

Il legame tra il mondo radicale e la visione spinelliana ha radici profonde e si è concretizzato persino nella denominazione ufficiale delle componenti parlamentari. I radicali sono, da sempre, i federalisti europei della politica italiana. Questa identità è stata scolpita negli annali della Camera dei Deputati in un momento storico cruciale di transizione politica:

tra il 1989 e il 1992, durante la X Legislatura, i deputati radicali scelsero di dare un segnale dirompente costituendo formalmente alla Camera il gruppo "Federalista Europeo" (presieduto da Giuseppe Calderisi).

Non si trattava di un semplice cambio di etichetta, ma di un manifesto politico chiaro: portare il superamento delle sovranità nazionali al centro del dibattito parlamentare italiano, proprio mentre l'Europa si avviava alla firma del Trattato di Maastricht.

La galassia radicale per l'Europa: dalle origini a Più Europa

L'impegno per gli Stati Uniti d'Europa ha unito tutte le anime e le evoluzioni di quella straordinaria fucina di idee e azione politica che è la galassia radicale. Un impegno che si è declinato in visioni profetiche e azioni concrete:

  • Il Partito Radicale TransnazionaleL'intuizione di Marco Pannella di trasformare il Partito Radicale in un soggetto transnazionale e transpartito (PRNT), lottando per il diritto internazionale, i diritti umani e una democrazia sovranazionale che andasse ben oltre i confini del vecchio continente.
  • Altiero Spinelli e i Radicali - Fu proprio grazie al supporto e alla convergenza d'intenti con il mondo radicale e federalista che le idee di Spinelli trovarono sponda e risonanza nelle istituzioni, stimolando la nascita del "Club del Coccodrillo" e il progetto di Trattato di Unione Europea del 1984.
  • L'impegno di Più Europa - In perfetta continuità storica e ideale, Più Europa raccoglie oggi questo testimone all'interno della galassia. Fin dalla sua fondazione, il partito ha messo al centro del proprio programma l'integrazione europea, la difesa delle libertà individuali e dello Stato di diritto contro i nazionalismi e i sovranismi di ritorno. Più Europa rappresenta la declinazione contemporanea del sogno di Ventotene: un'Europa federale, aperta, dei diritti e delle opportunità.

L'attualità del messaggio spinelliano

Oggi più che mai, di fronte alle sfide geopolitiche globali, alle guerre ai confini del nostro continente e alle spinte centrifughe, la lezione di Altiero Spinelli si dimostra profetica. L'Europa non può rimanere un'unione incompiuta, ostaggio dei veti dei singoli governi.

Come Movimento Radicale - Movimento d'Azione, rivendichiamo con orgoglio questa storia. Ricordare Spinelli oggi non significa guardare al passato, ma rilanciare con forza l'unica vera riforma strutturale capace di garantire pace e benessere: la nascita degli Stati Uniti d'Europa. L'impegno continua.

Dal carcere di Parma e dalla nuova sede di Roma i compagni di Nessuno tocchi Caino contro la pena corporale e l'ergastolo bianco

Mentre a Roma si celebrano le istituzioni, nelle carceri italiane si consuma ogni giorno la carneficina del diritto. I compagni di Nessuno tocchi Caino continuano a presidiare l'unica frontiera che la politica della distrazione di massa preferisce dimenticare: quella degli ultimi, dei reclusi, dei corpi violati dallo Stato. A ricordarcelo, con la consueta forza lucida e militante, è la compagna Elisabetta Zamparutti, che su Facebook ci fa sapere del laboratorio Spes contra spem tenutosi proprio oggi all'interno del carcere di Parma. L'iniziativa ha reso i detenuti partecipi di un momento di profonda rinascita e speranza: l'inaugurazione, avvenuta lo scorso 19 maggio, della nuova sede di Nessuno tocchi Caino in via della Panetteria 15 a Roma, luogo che non è solo un ufficio, ma un quartier generale per la resistenza civile.

La fotografia del collasso penitenziario

  • Muffa nelle celle: Ambienti insalubri dove vengono stipati anche i malati più gravi.
  • Cure negate: Diagnosi mediche che cambiano da un istituto all'altro sullo stesso detenuto, bloccando terapie vitali.
  • Isolamento crescente: Giornate trascorse sempre di più a porte chiuse, azzerando ogni barlume di rieducazione.

Il carcere italiano come pena corporale

Quello che emerge dai racconti dei compagni a Parma è un quadro drammatico, che smentisce nei fatti la nostra Costituzione. Il carcere in Italia sta regredendo a mera "pena corporale". Non c'è traccia di reinserimento quando un malato di tumore viene abbandonato in una cella umida e con le pareti coperte di muffa, o quando la burocrazia sanitaria penitenziaria produce cartelle cliniche divergenti a ogni trasferimento, traducendosi nell'impossibilità di ricevere cure adeguate.

La realtà quotidiana del detenuto oggi è fatta di tempo vuoto, trascorso per la stragrande maggioranza della giornata rinchiusi tra quattro mura. È un grido di dolore silenzioso, soffocato dalle mura di cinta e dall'indifferenza dei palazzi del potere.

Nel nome di Marco Pannella: fare della mancanza una presenza

Di fronte a questo orrore quotidiano, la risposta dei compagni di Nessuno tocchi Caino non è il risentimento, ma l'azione e la speranza contro ogni speranza (Spes contra spem). In ogni laboratorio, in ogni visita ispettiva, in ogni firma raccolta, c'è un filo rosso invisibile ma indistruttibile che ci lega. È il tentativo riuscito di fare della mancanza di Marco Pannella una presenza viva, pulsante, che continua a dettare l'agenda della lotta nonviolenta per la giustizia e lo Stato di Diritto. La nuova sede di via della Panetteria è luogo da cui riparte la lotta radicale per l'amnistia, l'indulto e la fine della tortura di Stato.