Finisce
con quest’ultima puntata l’intervista geolibertaria con domande
di
Dario
Farinola
e risposte di Massimo
Messina.
Le puntate precedenti le trovate ai seguenti link:
Torna
in vita GeoLib, con un'intervista
Continua
l'intervista: liberalismo, liberismo, socialismo, Henry George ed il
georgismo
Georgismo,
libero mercato, anarchia
Neogeorgismo
"geselliano", imposta fondiaria, geolibertarismo
Geolibertarismo,
nonviolenza e libero mercato
Anarchia
e nonviolenza: due facce della stessa medaglia
Il
Partito Libertario di Fabio Massimo Nicosia... e la nonviolenza
Il
dittatore libertario di Fabio Massimo Nicosia, la nonviolenza, il
libero mercato
Dialogo
tra Farinola e Messina sulla nonviolenza
Per
la liberazione di ogni specie
Nonviolenza:
correlazione tra mezzi e fini
Disobbedienza
- anche fiscale - come strumento nonviolento per realizzare il
geoanarchismo
Libero
mercato: principale strumento nonviolento
Meno
violenza ci sarà più anarchia ci sarà
Minore
violenza possibile
Libertà
totale, che si tratti di aborto, spiagge o qualsiasi altra cosa
Come
difendersi dai soggetti pericolosi?
Autori
georgisti, geolibertari e dintorni
Nel
solco della cultura, della teoria e della prassi della nonviolenza
Difesa
ed espansione delle libertà individuali
Massimo,
siamo arrivati all'ultima puntata di questa splendida rubrica che
spero sia stata estremamente utile per chi abbia avuto la bontà di
seguirci.
In conclusione: ci esponi in modo chiaro ed esaustivo la tua
personale proposta geolibertaria?
Non
so se riuscirò ad essere chiaro ed esaustivo, ma provo ad esporre
ciò che penso. Ogni
idea in cui si conciliano il libertarismo individualista con la
concezione secondo la quale "la Terra e le risorse naturali in genere sono da considerarsi
comuni" è idea geolibertaria.
Non
si possono
coerentemente avere scopi libertari se non attraverso la nonviolenza.
Principale
strumento della nonviolenza è
il libero mercato.
La
nonviolenza implica anche, in caso di aggressione, che
si
difenda
l’aggredito e, secondo
me,
implica difesa in genere di fronte ai pericoli, anche di aggressione
da parte di chi minaccia di usare la violenza.
Violenza
è anche appropriarsi della Terra, monopolizzandola, o delle risorse
naturali. Per il superamento di tale violenza, immagino che la
soluzione possa emergere dallo stesso mercato.
Diffondendosi
coscienza di tipo geolibertario
posso immaginare che le persone si associerebbero liberamente
in entità che possano emettere moneta geselliana, deperibile, che
sia con un tasso di deperibilità maggiore quando tale moneta finisse
nelle mani di chi si appropria della Terra o delle risorse naturali o
di chi inquina.
Il tasso di deperibilità potrebbe essere deciso da tali entità, che
immagino come libere
associazioni
di persone. Queste
ultime, quindi, potrebbero
liberamente entrare a farne parte così come uscirne in qualsiasi
momento, magari anche, volendo, entrando in altre associazioni di
medesimo scopo, cioè emissione di moneta geselliana che abbia un
tasso di deperibilità maggiore quando la moneta in questione è
nella disponibilità di chi si appropria della Terra o delle risorse
naturali.
Attraverso
il meccanismo della moneta geselliana non ci sarebbe alcun
bisogno di raccogliere soldi di canone di utilizzo della Terra e/o
delle risorse naturali. Se la coscienza geolibertaria fosse diffusa
nella maggior parte delle persone, le restanti, per poter entrare in
qualsiasi tipo di transazione monetaria con la maggioranza
geolibertaria, dovrebbe adeguarsi
alle regole della
moneta liberamente coniata e distribuita dalle
libere associazioni di cui sopra.
Il periodo di transizione tra la situazione
attuale ed
il mondo
geolibertario come qui l’ho appena
prefigurato
a grandi linee, immagino possa e debba avvenire attraverso il
mercato, attraverso il diffondersi di cultura e coscienza
geolibertaria ed attraverso associazioni che emettano moneta, anche
usando
la disobbedienza civile, dato che, ad esempio, l’emissione
monetaria è vietata dalle norme dell’ordinamento giuridico.
Immaginiamoci
di essere a decine di milioni di persone che in tutta Italia
smettessero
di usare i soldi dello Stato, dell’Unione Europeo. Se al contempo
queste stesse persone emettessero, tramite una o più associazioni, moneta, anche in disobbedienza civile, penso che le
forze
dell’ordine non avrebbero alcun potere di fronte ad un fenomeno
così diffuso e così crollerebbe di fatto, conseguentemente, lo
Stato inteso come monopolista della forze in un dato territorio, ma
crollerebbe, con il meccanismo della moneta geselliana con tasso di
deperimento georgista, anche il monopolio della Terra e gli unici che
userebbero le risorse naturali sarebbero coloro che riescono a farle
fruttare al punto da poter sopportare tassi di deperibilità
maggiori, che potrebbero essere più o meno alti a seconda di come il
mercato reputa quell’uso delle risorse naturali.
Per ciò che qui ho appena esposto, ritengo che la prima cosa da fare sia la
diffusione della cultura e quindi della coscienza geolibertaria. Penso, infatti, che i valori determinano i comportamenti ed in una
società in cui è diffusa la cultura e la coscienza geolibertaria,
abbastanza spontaneamente sorgerebbero associazioni quali quelle che
ho qui appena delineato.