martedì 22 settembre 2026

Le proposte del Movimento Radicale tra le 50 selezionate nella piattaforma “Le Primarie delle Idee”


Alla mezzanotte tra il 20 settembre e il 21 settembre si è chiusa la prima fase de Le Primarie delle Idee, la piattaforma partecipativa lanciata a giugno per costruire il nuovo programma del Centro-Sinistra. Dopo quattro mesi di confronto pubblico sulle tematiche cruciali della politica contemporanea, le 50 idee riformiste più sostenute sono state certificate. Due delle tre proposte depositate dalla nostra compagna Desideria Mini e sostenute dal Movimento Radicale compaiono fra le prime 50:
Grazie a questo risultato, le nostre istanze verranno portate dal Comitato di Indirizzo e dai Garanti direttamente al tavolo di elaborazione del programma di coalizione, insieme alle altre priorità emerse. È un traguardo fondamentale, reso possibile dalla solidità delle nostre proposte e dalla formidabile rete di persone che siamo riusciti a mobilitare. Un ringraziamento sentito va a Desideria, a tutto il Movimento Radicale per averci creduto, e a ogni singola persona che ha scelto di supportarci.
 
 
La fase decisiva: il voto di inizio ottobre

Mentre i comitati lavoreranno nelle prossime settimane per dare una sintesi all'identità riformista emersa dalla community, noi dobbiamo prepararci al passaggio finale. Tra il 2 e il 4 ottobre, la piattaforma aprirà le votazioni definitive sulle 50 proposte finaliste. Le prime classificate costituiranno i pilastri principali del programma politico riformista. Possiamo trasformare questo importante traguardo in un successo decisivo. Segnati le date sull'agenda del telefono: i primi di ottobre sarà fondamentale collegarsi nuovamente alla piattaforma de Le Primarie delle Idee per confermare il sostegno alle due proposte radicali.

lunedì 21 settembre 2026

Il XX Settembre della Galassia Radicale, la proposta del ripristino della festa nazionae e la resa di destra e sinistra al clericalismo

 
Il 20 settembre rappresenta da sempre una data fondativa per tutto il panorama laico, liberale e radicale italiano: l'anniversario della Breccia di Porta Pia del 1870, momento che ha segnato il completamento dell'Unità d'Italia e la nascita dello Stato laico. Nella giornata di ieri, i Radicali hanno celebrato la ricorrenza ribadendo un obiettivo politico inderogabile: il ripristino del XX Settembre come festa nazionale.

Questa battaglia storica è stata rilanciata con forza dalle prese di posizione del Partito Radicale e da Europa Radicale, che ieri ha ribadito in una nota come la laicità sia "il primo antidoto contro i fondamentalismi". Sul fronte dell'informazione, Radio Radicale ha garantito il presidio ideale della giornata, a partire dalla rassegna stampa Stampa e Regime condotta come ogni domenica da Marco Cappato, che è di certo un bell'iniziare la giornata del 20 settembre!

L'ipocrisia di destra e sinistra: tra finto patriottismo, finta laicità e derive ideologiche

Il silenzio e l'ostruzionismo delle forze politiche tradizionali rispetto al XX Settembre mettono a nudo una realtà drammatica: l'assoggettamento culturale e politico della Repubblica al condizionamento clericale e a pericolose derive ideologiche.

  • Una destra di "finti patrioti": Si riempie quotidianamente la bocca di identità, tricolore e "patriottismo", ma dimentica colpevolmente il giorno in cui l'Italia è diventata davvero uno Stato unitario, sovrano e indipendente dal potere temporale. È una destra che si erge a megafono contro il fanatismo islamista, ignorando deliberatamente che l'unico vero argine a ogni fondamentalismo – islamico, confessionale o ideologico che sia – è proprio la laicità dello Stato. Non si combatte il totalitarismo teocratico altrui opponendo un clericalismo casalingo, ma riaffermando quello Stato di Diritto nato con la caduta del potere pontificio.

  • Una sinistra di "finti laici": Sbandiera la laicità nei salotti, ma nei fatti dimostra una totale subalternità culturale. Non solo si guarda bene dal battersi per restituire al Paese la sua festa civile, ma tradisce quotidianamente la cultura dei diritti civili. A questo si aggiunge una deriva ideologica e ferocemente antisionista che fa letteralmente paura: un tic pavloviano che calpesta i valori storici di tolleranza, mascherando di progressismo un antisemitismo di ritorno sempre più sdoganato.

L'amnesia sul XX Settembre è solo la punta dell'iceberg. Destra e sinistra continuano ad allinearsi quando si tratta di negare l'autodeterminazione, ignorando, affossando e ostacolando le storiche battaglie promosse dall'Associazione Luca Coscioni: dalla resistenza cieca sull'eutanasia legale, al rifiuto di garantire la PMA per tutte, fino al totale disinteresse per i diritti sessuali e riproduttivi, costantemente sotto attacco.
 

La lezione del Capitano Segre

A proposito di amnesie storiche e di derive antisioniste, c'è un fatto inoppugnabile che la galassia radicale deve sbattere in faccia a questa classe politica, a chi blatera di patriottismo e a chi sfila nei cortei a senso unico. Il 20 settembre 1870, a dare l'ordine di aprire il fuoco e sparare la prima, storica cannonata contro le mura pontificie, fu il Capitano d'artiglieria Giacomo Segre.

Il Capitano Segre era ebreo. Proprio in quanto tale, era immune alla minaccia di scomunica che Papa Pio IX aveva lanciato contro chiunque avesse osato attaccare militarmente Roma (motivo per cui i comandi sabaudi, cattolici e timorosi, affidarono a lui l'ordine di fare fuoco). È grazie all'azione di un ebreo italiano se Roma è stata liberata dal giogo teocratico, un evento che portò all'immediata abolizione del Ghetto e alla vera emancipazione. Un pezzo di storia fondamentale che chi oggi civetta con l'odio antisionista farebbe bene a studiare e rispettare.

Il nostro impegno: Movimento Radicale - Movimento d'Azione

Come Movimento Radicale - Movimento d'Azione, ribadiamo che la laicità non è un guscio vuoto, né un semplice ricordo del 1870. È il presupposto per la libertà di ogni individuo sulle decisioni più intime della propria vita.

Restituire all'Italia il 20 Settembre come festa nazionale e portare a compimento le riforme per il fine vita e i diritti civili sono facce della stessa medaglia. Contro il clericalismo esplicito della destra e quello strisciante e ideologizzato della sinistra, la diaspora radicale continuerà a essere l'unica vera forza d'intransigenza laica nel Paese. Oggi come nel 1870, W il XX Settembre!

venerdì 11 settembre 2026

Emma Bonino: una vita per la libertà, la legalità e i diritti umani


Con la scomparsa di Emma Bonino, l'Italia, l'Europa e il movimento transnazionale dei diritti umani perdono una delle figure più incisive, coraggiose e coerenti della storia politica contemporanea. La sua traiettoria, inscindibile dalla storia del movimento radicale e dalla tradizione laica e azionista, ha trasformato le istituzioni e la società civile attraverso la disobbedienza civile nonviolenta e la difesa intransigente dell'autodeterminazione e dei diritti della persona.


Le storiche battaglie civili e il metodo radicale
 
  • Autodeterminazione e diritti delle donne: Protagonista assoluta delle lotte storiche per la legalizzazione dell'aborto, la riforma del diritto di famiglia e la parità di genere, ha sfidato apertamente tabù sociali e leggi repressive per garantire la dignità di ogni individuo.
  • Metodo nonviolento e garantismo: Insieme a Marco Pannella, ha fatto della disobbedienza civile, del digiuno di dialogo e dell'autodenuncia strumenti centrali per stimolare il dibattito democratico. Non ha mai temuto le posizioni impopolari quando in gioco c'erano la difesa del garantismo penalistico, la denuncia delle condizioni delle carceri e la riaffermazione dello Stato di diritto.
 
Prospettiva internazionale e umanitaria

  • Giustizia globale e diritti umani: Attraverso campagne storiche con Non C'è Pace Senza Giustizia, è stata in prima linea per lo sradicamento delle mutilazioni genitali femminili e per la nascita della Corte Penale Internazionale.
  • Impegno europeo e diplomatico: Già Commissaria Europea per gli Aiuti Umanitari e Ministra degli Affari Esteri, ha sostenuto con tenacia una visione fortemente federalista dell'Europa, fondata sulla legalità internazionale e sulla tutela dei rifugiati, delle minoranze e dei più deboli.
 
L'eredità e la bussola del radicalismo
 
L'insegnamento di Emma Bonino risiede nel suo metodo: un laicismo rigoroso, l'antidogmatismo e la profonda convinzione che le libertà civili e politiche vadano difese quotidianamente con il coraggio delle idee e il rispetto delle regole democratiche. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile per la politica, ma la sua storia costituisce un patrimonio indelebile. L'omaggio più autentico alla sua figura risiede nel prosieguo ostinato, libero e rigoroso delle sue battaglie per la libertà, la laicità e la giustizia.


Emiliano Sellari
Valentina Piattelli
Massimo Messina
rispettivamente segretario, presidente e tesoriere del Movimento Radicale