
Dipinto di Semyon Skrepetsky
Pietrangelo Buttafuoco l'aveva pomposamente battezzata la “Biennale del Dissenso”. Una definizione altisonante, spendibile sui media, che però si scontra violentemente con la realtà dei fatti e con le scelte politiche ed editoriali della kermesse veneziana.
A denunciare questa vera e propria operazione di manipolazione semantica è la compagna di Europa Radicale Chiara Squarcione. In un video-intervento pubblicato ieri sulla pagina Facebook di Europa Radicale, Squarcione ha rimesso al centro la verità storica e la necessità di una reazione autenticamente radicale e nonviolenta di fronte alle ipocrisie istituzionali.
La mistificazione di Buttafuoco e la complicità con il Cremlino
Come si può definire "del dissenso" una rassegna che ha scelto di dare voce alla propaganda di un regime totalitario? Concedere l'apertura del Padiglione Russia significa, senza troppi giri di parole, offrire una vetrina a chi si rende quotidianamente complice dell'aggressione ai civili ucraini e della scientifica destabilizzazione delle democrazie europee. Nel post diffuso ieri, la denuncia è netta:
La nostra autentica reazione radicale e nonviolenta è nata dal rifiuto di una narrazione mistificatoria: definire la kermesse di Buttafuoco la "Biennale del dissenso" è una manipolazione semantica.
Laddove le istituzioni culturali scelgono il compromesso o la distrazione, la reazione radicale si fa cura della verità, opponendosi a chi cerca di ripulire l'immagine di una macchina di propaganda bellica.
Il sacrificio di Semyon Skrepetsky: il dissenso non è un gioco di parole
La denuncia politica ha contorni drammatici e urgenti. La realtà ha tragicamente squarciato il velo della retorica da salotto. Semyon Skrepetsky, artista dissendente bashkiro e fiero oppositore del regime di Vladimir Putin, è stato di recente barbaramente ucciso in Polonia.
Semyon non era un dissidente "teorico": era un uomo che rischiava la vita per la libertà del suo popolo e contro l'imperialismo russo ed era a Venezia, al fianco di Europa Radicale, proprio per dare corpo e voce alla vera Biennale del Dissenso Radicale. La sua morte violenta in territorio europeo è il tragico promemoria di quanto costi, realmente, opporsi a Mosca.
5 Luglio ai Giardini della Biennale per Semyon
Non si deve lasciare che il silenzio o la narrazione ufficiale coprano il sacrificio di chi lotta per la libertà. Per questo, Europa Radicale lancia un appello urgente alla mobilitazione a Venezia per ricordare Semyon Skrepetsky, per denunciare le ipocrisie istituzionali e per ribadire che l'arte e la cultura non possono essere neutrali di fronte alla barbarie.
I dettagli dell'appuntamento
Luogo: Venezia, Giardini della Biennale
Data: 5 luglio
Ora: 12:30
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