venerdì 26 marzo 2010

For a socialist laissez-faire

My socialism is based on the idea that working class have to fight to have more power against the capitalism of nowadays, but without giving more power to government. The fight I am talking about is totally nonviolent. 
It is true that in the USA there are many great stories of people starting from nothing and becoming rich. Here in Italy when you start from nothing you can almost do nothing! No limits has to be put on individual economic progress. I don't want a society of equals, but a society where there isn't differences between the chances of capitalist's son and chances the proletarian's son. I do believe in equal opportunities and the way to go to this direction in my opinion is:
1) to have only one kind of taxes (property taxes) and
2) to abolish the hereditary right.
I don't want equality, but equal opportunities for all! My socialism doesn't want to control the thoughts of the people, but only remove everything could be against a society based on the same chances for everyone. Everybody in my ideas can really think and feel what he or she wants. Everybody can have the goals he or she wants. Nobody has the right to tell others in what field he or she has to work! Liberty is, in my opinion, the first thing, then come socialism! Every socialism that didn't respect individual freedom have never worked! My socialism is radical just like the communist one, because it is also a revolution and it is against nowadays capitalist system, but it isn't against free trade and individual freedom. My idea is that everyone should have the same chances to buy or sell what he or she wants and can.
I think my political party has to defend individual freedom and equal opportunities for everyone, so I am also liberal in politics, even if I'm a catholic believer, because as I want to be free to do what I want at the same time I have to respect everyone's will that isn't directly against me or against others!

4 commenti:

Luigi ha detto...

Is there any difference between the socialist laissez-faire and the one that cannot be called in that way? Don’t you think that our life is too brief, so that we take away the main motivations underlining our economic progress by abolishing the hereditary right?

maxmex ha detto...

Luigi,
scusami, ma con te mi esprimo in italiano. L'articolo è in lingua barbara poiché è derivato da una discussione nata su Facebook tra me ed alcuni statunitensi ed uno svizzero e quindi l'unica lingua che avevamo in comune era l'inglese. Devo anche dire che l'oggettiva difficoltà di tradurre in inglese il termine "liberismo" ed i suoi derivati e la mia ricerca di altri che prima di me hanno coniugato la volontà di sconfiggere la povertà con le idee liberali e liberiste mi ha condotto ad approfondire filoni di pensiero economici e politici che qui in Italia sono pressoché sconosciuti e debbo darti ragione sul fatto che se si vuole fare serio studio oggi, anche in settori quali il pensiero economico e quello politico, bisogna farli in inglese e bisogna fare i conti con il pensiero analitico statunitense ed anglosassone in genere. Ho approfondito così in questi giorni i vari filoni della destra libertarian statunitense, cercando di capire se ve ne fosse qualcuno che avesse coniugato già il liberismo con il socialismo, intendendo quest'ultimo come riscatto sociale delle classi oppresse e della classe lavoratrice in particolare. E' difficile trovare simpatie socialiste tra i libertarian di destra statunitensi, ovviamente. I filoni del socialismo libertario non li ho ancora esaminati a fondo poiché ho il pregiudizio che siano pressoché totalmente anarchici nel senso europeo del termine e ne ho avuto già delle prime conferme. Sembrava, quindi, che nessuno tra i sostenitori dello Stato minimo fosse socialista e nessun socialista si ponesse il problema di uno Stato minimo. Ho poi scoperto la teoria economica di Henry George e la sua soluzione al problema della povertà. Mi ha subito affascinato, anche per la vicinanza alle conclusioni alle quali io stesso ero già giunto. George non si definisce socialista (e forse lo stesso vale per tutti i suoi seguaci attuali) ed è comprensibile, specie se pensiamo che il suo pensiero è nato negli Stati Uniti, ma il problema che egli pone (e quindi la sua proposta politica) è per me pienamente socialista nel senso che qui ho appena dato al termine.
Rispondo, quindi, alla tua domanda scrivendo che il liberismo socialista è quel liberismo nel quale non esiste la povertà dando ad ognuno eguali condizioni di partenza.
Sulla seconda questione che poni non capisco affatto cosa cambi in termini di motivazione all'imprenditorialità ed al progresso economico individuale abolendo le leggi relative al diritto ereditario. Se pensi che molto di tutto ciò viene fatto per la prole condivido di certo, ma abolire le leggi sul diritto ereditario impediamo a qualcuno di lavorare, accumulare e trasferire ricchezza ai figli prima di morire?

Anonimo ha detto...

La questione è proprio questa: se intendiamo abolire il diritto ereditario per produrre pari opportunità, come tu hai scritto, allora si dànno due possibilità: o riusciamo nell’impresa, e allora in qualche modo ostacoliamo il trasferimento delle ricchezze (indebolendo le nostre motivazioni?); o non riusciamo a impedire il trasferimento delle ricchezze, allora l’abolizione del diritto ereditario dovrebbe trovare altre giustificazioni da quelle che si richiamano alle pari opportunità.

maxmex ha detto...

Riuscire nell’impresa di abolire il diritto ereditario significa abolire le leggi che oggi lo regolano (cioè le leggi che attualmente restringono la libertà dei singoli di disporre in vita totalmente dei loro beni), quindi è una misura liberista che piuttosto che indebolire le motivazioni le rafforza (vedi il caso di chi vorrebbe lasciare tutta la propria ricchezza all'amante ed è costretto dalle leggi attuali a lasciare parte della sua ricchezza ad altre persone). Ciò che non viene trasferito in vita potrebbe benissimo essere messo all'asta ed il ricavato andare anche ai figli, se non si dispone altrimenti in un testamento. L'importante è per me responsabilizzare gli individui e destatalizzare quanto più è possibile. Più responsabilità individuali e meno invadenza dello Stato conduce a maggiori opportunità per tutti (maggiore socialismo delle pari possibilità) poiché i figli faranno di tutto in un simile sistema per meritare l'eredità e porterà altri a competere con loro per ottenerla o per ottenerne quanto più è possibile. Così anche figli non biologici o non dichiarati, amanti ed amici concorreranno per ottenere parte dell'eredità di chi ha consistenti ricchezze.