
Venerdì 29 maggio 2026, in Calabria si accenderanno i riflettori su una vicenda che interroga profondamente la coscienza democratica del nostro Paese e lo stato della nostra giustizia: la storia di Domenico Papalia. Con lo slogan provocatorio, ma drammaticamente reale, "Se sessant’anni vi sembrano pochi", l’associazione Nessuno tocchi Caino promuove una doppia iniziativa che vedrà la partecipazione di esponenti radicali, giornalisti, avvocati e rappresentanti delle istituzioni locali. La giornata si articolerà in due momenti fondamentali di dibattito e testimonianza sul territorio reggino, per ribadire che la pena non può trasformarsi in un trattamento disumano e degradante e che il fine ultimo della sanzione penale deve rimanere, come vuole la Costituzione, la rieducazione e il ritorno alla vita.
Il Programma della Giornata
Prima tappa: Reggio Calabria - Ore 11:30
Il primo incontro si terrà presso l’ASD Circolo Tennis “Rocco Polimeni” (Parco Pentimele).
Saluti istituzionali: Ezio Privitera (Presidente del Circolo Tennis “Rocco Polimeni”).
Interventi:
Mimmo Gangemi (Scrittore)
Luigi Longo (Giornalista)
Francesco Siclari (Presidente della Camera Penale di Reggio Calabria)
Rita Bernardini (Presidente di Nessuno tocchi Caino)
Elisabetta Zamparutti (Tesoriera di Nessuno tocchi Caino)
Coordinamento: Sergio D’Elia (Segretario di Nessuno tocchi Caino).
Seconda tappa: Platì - Ore 17:30
Nel pomeriggio la delegazione si sposterà nel cuore della Locride, presso la Sala del Consiglio Comunale di Platì, per un confronto ravvicinato con la comunità locale.
Saluti istituzionali: Giovanni Sarica (Sindaco di Platì).
Interventi:
Ilario Ammendolia (Giornalista)
Francesco Kostner (Giornalista)
Rita Bernardini (Presidente di Nessuno tocchi Caino)
Elisabetta Zamparutti (Tesoriera di Nessuno tocchi Caino)
Coordinamento: Sergio D’Elia (Segretario di Nessuno tocchi Caino).
Cosa significano sessant'anni di pena? Significano una vita intera vissuta nell'ombra di un fine pena mai, effettivo o simbolico, che cancella il futuro e trasforma il tempo in un'esecuzione senza fine.
Come radicali, con Nessuno tocchi Caino, denunciamo l’irragionevolezza di un sistema che troppo spesso preferisce la vendetta dello Stato alla legalità costituzionale. Portare il dibattito su Domenico Papalia a Reggio Calabria e a Platì significa squarciare il velo di indifferenza che circonda la realtà carceraria e i meccanismi dell'ostatività.
Non si tratta solo di difendere i diritti di un singolo, ma di difendere la tenuta dello Stato di Diritto e l'articolo 27 della nostra Costituzione. Spes contra spem, sempre.
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