
Le tensioni interne a Più Europa, emerse con forza attraverso le dure parole su Facebook di Valerio Federico - leader della lista congressuale Millennium - non possono lasciare indifferente noi del Movimento Radicale - Movimento d'Azione. Come compagni della comune galassia radicale, guardiamo a ciò che accade in Più Europa con la preoccupazione di chi condivide le medesime radici libertarie, ma anche con la profonda convinzione che la dialettica democratica sia l'unico vero motore di un partito liberale e progressista.
Il quadro delineato da Federico descrive una frattura profonda tra la segreteria di Riccardo Magi e la maggioranza assembleare. Dal voto sul bilancio alle mozioni alternative, fino alla gestione dei tempi per la convocazione di un congresso anticipato, lo scontro solleva interrogativi cruciali sulla difficoltà di gestire le dinamiche interne al partito.
In quanto osservatori esterni e legati da una storica affinità ideale, il Movimento Radicale non intende entrare nel merito delle singole vicende correntizie, né prendere le parti dell'una o dell'altra componente. Ciò che ci preme è Più Europa nel suo insieme ed il futuro di un progetto politico che consideriamo un patrimonio prezioso per l'intera area laica, libertaria e dei diritti in Italia.
L'auspicio di una concordia feconda
L'augurio del Movimento Radicale è che Più Europa possa trovare al più presto una soluzione di concordia, ma sia chiaro: la concordia non deve tradursi in un'unanimità di facciata o nel soffocamento dell'opposizione interna. Al contrario, la storia radicale insegna che il libero e aperto confronto tra tesi contrapposte è l'unico modo per rigenerare la linea politica.
No alle prove di forza: La paralisi istituzionale o il rinvio sine die del confronto assembleare rischiano di logorare l'immagine del partito all'esterno.
Sì al pluralismo: Un partito di matrice radicale ha il dovere antropologico e politico di tutelare il dissenso, considerandolo una risorsa e mai un'eresia da estirpare.
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