domenica 31 maggio 2026

L'omaggio del Movimento Radicale a Edgar Morin, pensatore della complessità e compagno radicale

 
Si è spento a 104 anni Edgar Morin, uno dei più grandi fustigatori del pensiero unico, filosofo della complessità e sociologo che ha saputo attraversare il Novecento e l'inizio del nuovo millennio mantenendo intatta la freschezza del dubbio e la forza della provocazione intellettuale. Per noi del Movimento Radicale - Movimento d'Azione, e per tutta la galassia che si riconosce nella storia del radicalismo italiano, Morin non è stato solo un gigante della cultura mondiale. È stato anche  un compagno. Non tutti ricordano, infatti, che Morin scelse di iscriversi al Partito Radicale, una decisione che non fu un semplice atto di vicinanza ideale, ma il coronamento di una profonda sintonia intellettuale e politica con Marco Pannella.
 
Quella comune radice "franzosa"
 

A legare Marco e Edgar non c’erano solo le battaglie per i diritti civili, l'ecologia politica o la visione di un'Europa federale, laica e aperta. C'era un filo rosso, intimo e culturale, a partire dalla lingua francese, essendo entrambi francofoni.

Se Morin era il figlio legittimo dell'illuminismo e della cultura d'Oltralpe, Pannella ne era l'erede per parte di madre. La madre di Marco, Andrée Estachon, era infatti della Svizzera francese. Nella Teramo natale del leader radicale, in Abruzzo, la chiamavano affettuosamente, con quel pizzico di diffidenza e rispetto tipico delle terre di provincia, "la franzosa". Da lei Marco aveva ereditato una perfetta padronanza della lingua francese, ma forse anche quell'approccio libertario, transnazionale e senza frontiere che avrebbe poi caratterizzato tutta la sua azione politica.

Un'eredità da portare avanti 

Con la scomparsa di Edgar Morin perdiamo un lucido analista del nostro tempo, capace di comprendere che le crisi della modernità non si risolvono con ricette semplicistiche o dogmatismi, ma abbracciando la "complessità" dell'essere umano. Come Movimento Radicale - Movimento d'Azione, ci prendiamo l'impegno di continuare a far vivere quel metodo: la difesa della libertà individuale, il rifiuto delle verità assolute e quella vocazione transnazionale che univa il filosofo di Parigi al compagno Pannella di Teramo, figlio della "franzosa".

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