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A legare Marco e Edgar non c’erano solo le battaglie per i diritti civili, l'ecologia politica o la visione di un'Europa federale, laica e aperta. C'era un filo rosso, intimo e culturale, a partire dalla lingua francese, essendo entrambi francofoni.
Se Morin era il figlio legittimo dell'illuminismo e della cultura d'Oltralpe, Pannella ne era l'erede per parte di madre. La madre di Marco, Andrée Estachon, era infatti della Svizzera francese. Nella Teramo natale del leader radicale, in Abruzzo, la chiamavano affettuosamente, con quel pizzico di diffidenza e rispetto tipico delle terre di provincia, "la franzosa". Da lei Marco aveva ereditato una perfetta padronanza della lingua francese, ma forse anche quell'approccio libertario, transnazionale e senza frontiere che avrebbe poi caratterizzato tutta la sua azione politica.
Un'eredità da portare avanti
Con la scomparsa di Edgar Morin perdiamo un lucido analista del nostro tempo, capace di comprendere che le crisi della modernità non si risolvono con ricette semplicistiche o dogmatismi, ma abbracciando la "complessità" dell'essere umano. Come Movimento Radicale - Movimento d'Azione, ci prendiamo l'impegno di continuare a far vivere quel metodo: la difesa della libertà individuale, il rifiuto delle verità assolute e quella vocazione transnazionale che univa il filosofo di Parigi al compagno Pannella di Teramo, figlio della "franzosa".
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